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Tra nostalgia e cronaca

La due giorni del 33° Campionato Italiano Ruzzola Individuale è stata una vera e propria manifestazione evento e non solo per Castiglioni che l'ha ospitata sabato 24 e domenica 25 luglio 2010.

E per me, che l'ho vissuta più da testimone che da vero protagonista, una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, indietro di oltre quaranta anni.

Indietro agli anni '50 -'60 quando, ragazzo, adolescente giocavo anch'io a ruzzola lungo strade polverose che, con i loro rovi a volte inghiottivano letteralmente le nostre povere ruzzole facendoci rientrare a casa mogi e sconsolati.

Questi i numeri dell'evento.

120 i giocatori provenienti da Lombardia, Umbria, Toscana, Abruzzo e Marche, una trentina di arbitri al seguito sotto l'egida - udite, udite! - di una donna anche piuttosto giovane e simpatica. Diversi i familiari al seguito. Il campo sportivo e le vie attorno al paese un unico parcheggio. Ali di folla ai bordi della strada a fare tifo,

E questo all'interno di un'organizzazione pressoché perfetta, orchestrata da un responsabile, mio amico, nel predisporre il programma, due percorsi per due gruppi A e B, due manche e finale la domenica pomeriggio. Il tutto con tanto di depliant, manifestini, saluti di benvenuto agli atleti e agli ospiti da parte delle personalità responsabili, delle autorità regionali, provinciali e dei due comuni sul cui territorio si svolgevano le gare, Arcevia e Serra de' Conti, tutti sponsor della manifestazione.

Per non dire dello spirito di accoglienza della gente del paese e della prova maiuscola della Società Sportiva locale che si è fatta letteralmente in quattro soprattutto per il pranzo della domenica mobilitando le migliori doti delle sue cuoche, tutte castiglionesi doc.

E, se non bastasse, nella giornata della domenica, Mostra Artigianato Artistico e Prodotti tipici locali, in bella esposizione su appositi banchi, sistemati lungo le vie del centro storico, a disposizione della gente locale e dei numerosi turisti.

Una domenica davvero memorabile per la nostra gente, conclusa con attestazioni di presenza a tutti gli atleti, medaglie e coppe ai vincitori.

Ma la cosa più bella - almeno per me - è stata quella vera e propria full immersion nel mondo della ruzzola dentro un clima fatto di sapori e umori in mezzo alla gente che avevo proprio dimenticato.

E' vero - lo documentano precise testimonianze storiche - che nella nostra regione il gioco della ruzzola ha radici lontanissime. Che addirittura risalgono al sedicesimo secolo. Ma non è tanto questo il segreto e il fascino di uno sport che, quando eravamo ragazzi, veniva praticato, assieme alle bocce, praticamente da tutti. E si facevano magari, così, quattro tiri per passare due ore insieme, qualche volta per saggiare - chiamarlo allenamento sarebbe eccessivo - il percorso e che avevano la loro giornata clou la domenica pomeriggio nella gara. Contro una squadra che veniva da fuori o anche tra gruppi rivali - rivali per modo di dire, visto che, poi, la sera, tutto finiva in una bella bevuta quando anche non in una buona mangiata - dello stesso paese. E il bello era che - un po' come succede per altri sport ancora oggi - tipo il ciclismo - ai due lati della strada, bianca quando non addirittura sterrata, c'era sempre un gran numero di persone. Uomini per lo più che facevano il tifo e a volte discutevano anche vivacemente per questo e per quello e perché lì bisognava mettersi dall'altro lato, e piegare di più, e tirare sul rovescio ecc. ecc. Insomma secondo le regole del tifo, eterno, immutabile e passionale sempre e ovunque, qualsiasi sia lo sport praticato.

E mi sono ricordato che un tempo, neanche troppo lontano, il nostro paese, proprio nel gioco della ruzzola, annoverava fior di campioni.  Niente nomi perché la lista sarebbe troppo lunga.

Una vera festa - anche questa sensazione non me la ricordavo più - seguire, più spesso sbirciare da lontano, ai bordi della strada, nelle curve sul ciglio o sul greppo, la ruzzola in arrivo, sentire i commenti degli uni e degli altri, le recriminazioni e le lodi sperticate per il loro campione che - pronti a metterci la mano sul fuoco - avrebbe vinto. Che non poteva perdere proprio quel giorno lì.

E, cosa non secondaria, tutto questo lungo le strade, oggi perfettamente asfaltate, appena fuori paese, in mezzo alla nostra campagna, ben coltivata, anche se, in questi giorni, un po' brulla dopo la mietitura del grano e le prime arature.

Ed è stata anche l'occasione per conoscere persone nuove, ma anche per fare incontri con chi non si vedeva da tempo. E allora spazio ai ricordi, spazio alle chiacchiere, ai racconti delle cose successe negli anni in cui non ci si è frequentati e, magari con un pizzico di nostalgia, riandando ai tempi che furono.

Che, poi, a vincere il titolo di Campione Italiano di Ruzzola Individuale 2010 sia stato un nostro compaesano, che ad arrivare secondo uno del paese vicino, ma nato, qui, nel nostro, che ad arrivare quarto sia stato un mio amico d'infanzia con il quale per anni ho condiviso la mia squadra di ruzzola da ragazzi, parecchi anni fa, beh questo è un semplice corollario a due giornate eccezionali.

Per me assolutamente difficili da dimenticare!

Mario Mariotti

Castiglioni, 25 luglio 2010